Siamo ormai arrivati alla fine dell’anno, tempo di bilanci e di riflessioni.
Ci congediamo con qualche riflessione, auspicando di fornire qualche spunto utile per una gestione più efficace delle Risorse Umane, asset fondamentale nell’Horeca.
Ecco i 5 segnali di cambiamento che ogni organizzazione dovrebbe cogliere per restare al passo con i tempi ed affrontare il nuovo anno con maggiore consapevolezza:
1. Il recruiting come attività strategica, non solo operativa:
Da sempre il recruiting è uno dei primi punti di contatto che un’azienda instaura con potenziali candidati, eppure questa attività andrebbe gestita oggi con maggiore cura rispetto al passato per diversi motivi:
- scarsità di candidati (ci sempre meno giovani disponibili in Italia, non solo a causa della denatalità ma anche di una maggiore propensione al trasferimento all’estero che non consentono più di inserire nell’organico un neoassunto in poco tempo)
- brand reputation (su siti come Glassodoor o su social media come TikTok i candidati giudicano pubblicamente la loro “candidate experience” e pertanto possono influenzare in maniera positiva o negativa la percezione di un’azienda)
- evoluzione (basarsi solo su competenze tecniche ed esperienza è limitativo in quanto non mostrano né il potenziale né la motivazione dei candidati che sono fondamentali per la progettazione di un piano di crescita)
2. Retention e mobilità interna diventano priorità:
Trattenere talenti e favorire mobilità interna è decisamente più efficace (e meno costosa) del recruitment esterno. Quindi non ci si dovrebbe limitare alla fase di assunzione: si devono costruire carriere interne, con percorsi di crescita anche orizzontali per favorire qualsiasi tipo di esigenza.
- La mobilità interna è vista come leva per crescita e fidelizzazione.
- La retention resta una priorità per abbassare tassi di turnover esagerati che minano seriamente la stabilità dell’organizzazione
3. Skill-based recruiting e upskilling continuo:
Le competenze reali battono i titoli formali. Durante il 2025 non si sono cercati più CV perfetti, ma persone con potenziale e skill trasferibili
- Sempre più aziende adottano un approccio “skill-first”, puntando sulle competenze invece che sui CV tradizionali.
- Il reskilling e l’upskilling sono visti come leva critica per fronteggiare il mismatch di competenze e le trasformazioni rapide del mercato.
4. L’attenzione al Benessere dei collaboratori:
La salute mentale e il benessere generale dei lavoratori sono passati da “opzioni aggiuntive” a priorità aziendali.
Diverse organizzazioni stanno implementando programmi di supporto, orari flessibili e welfare per la salute mentale (es. sportello o seduta). Queste attività sono un ottimo supporto per aumentare il coinvolgimento e ridurre il turnover dei collaboratori
5. Intelligenza artificiale (IA) semplifica e velocizza i processi:
L’intelligenza artificiale non sostituirà mai nessuno, specie nell’ospitalità ma è in grado di liberare da attività a basso valore per concentrarsi di più sui candidati e sui dipendenti:
- L’IA automatizza attività ripetitive (screening, programmazione colloqui, analytics) permettendo a chi si occupa di selezione di focalizzarsi sulla relazione con i candidati.
- i datori di lavoro italiani stanno adottando soluzioni che riducono bias e migliorano i processi, ma serve innanzitutto una gestione dell’etica e di trasparenza interna.
Che tu sia responsabile di un piccolo o grande team, non importa. Questi segnali valgono per qualsiasi tipo di organizzazione, specie dove non c’è un addetto HR dedicato a cui affidare questi compiti.
Il mondo del lavoro non è più quello di 7-8 anni fa, servono una cultura e un approccio diverso da quelli adottati in passato. Questo è l’insegnamento numero 1.
E tu cosa ti sei portato a casa quest’anno?
