In un panorama saturo di immagini e di stimoli visivi, l’olfatto si rivela un alleato strategico e sorprendente: il senso più antico, direttamente connesso alle emozioni e alla memoria, è in grado di generare identità autentiche e memorabili.
I profumi possono così trasformarsi in loghi olfattivi, veri strumenti di branding che seducono, differenziano e rendono una marca indimenticabile, creando atmosfere uniche per l’esperienza dell’ospite.
Un approccio ancora poco conosciuto, che richiede il supporto di un brand designer come Ilaria Legato. Da anni Ilaria affianca albergatori e ristoratori nella costruzione di identità autentiche ed è una delle poche in Italia ad aver intrapreso un percorso di ricerca dedicato proprio alla progettazione olfattiva.
Come funziona l’olfatto e perché è importante nell’ospitalità:
Olfatto e gusto sono direttamente collegati tra loro, ce ne siamo accorti tutti durante la pandemia quando a causa del virus qualcuno lo ha momentaneamente perso.
Semplificando, le molecole olfattive di tutto ciò che ci circonda entrano dal naso passando attraverso l’epitelio olfattivo nasale e vengono letti dai ricettori che portano il messaggio al cervello limbico (la parte legata alla memoria e alle emozioni).
Un aspetto che è molto potente sulla percezione delle persone ed in particolare nell’ospitalità assume un ruolo fondamentale in quanto è uno dei primi aspetti ad essere “sentito” dagli ospiti.
Secondo le neuroscienze infatti l’effetto che l’odore ha su sulle persone funziona come una sorta di priming sul cervello, in grado di influenzare una reazione positiva oppure una negativa a seconda dei casi. Quindi in una progettazione dell’atmosfera di un ambiente, il profumo può dare senz’altro un grande contributo.
Il branding olfattivo: perché è così strategico
Le case di moda si erano già affacciate su questo tema da parecchio tempo, tuttavia negli ultimi anni il branding olfattivo sta registrando un vero e proprio boom.
Il logo olfattivo è un’essenza di un profumo studiato ad hoc da un naso professionista, originale, che va ad identificare uno spazio o un brand, diventando il profumo di riferimento. Non si tratta di un aspetto puramente decorativo perché diventa un vero e proprio logo poiché alle spalle c’è uno studio dei valori e della mission aziendali.
Quindi una firma olfattiva che viene poi declinata all’interno dello spazio, calibrata a seconda delle ore e dei luoghi o dei messaggi che si vogliono attribuire a quest’ultimi nei quali si inseriscono diffusori, candele, amenities, oggetti regalo, affinché il profumo diventi il simbolo di quel luogo.
Come si costruisce un branding olfattivo:
Il designer deve quindi entrare in contatto con la struttura per vivere l’atmosfera e cerca di captare il senso della vision e dei valori aziendali, del perché esiste e quali sono le unicità di questa struttura, per poi dargli vita.
D’altronde gli ospiti non comprano più solo “servizi e prodotti” ma vogliono far parte di un immaginario, di una relazione ed entrare in relazione profonda con l’azienda per vivere una magia. Ecco, il logo olfattivo aiuta a creare proprio questa atmosfera.
Con un processo maieutico, insieme allo al management e allo staff, il designer cerca di riportare in vita l’unicità della struttura e con il naso si mette il tutto in note olfattive su un paio di proposte che verranno testate ed infine scelte.
Concludendo:
Sicuramente questo è un percorso che non tutti gli hotel o ristoranti possono intraprendere: non solo perché comporta il fatto di aver definito con chiarezza vision, mission e valori aziendali ma soprattutto perché occorre da parte del management un’apertura mentale e una sensibilità verso l’ospite particolare, non scontata.
Tuttavia, chi coglie questa opportunità difficilmente se ne pente e torna indietro. Come detto, l’olfatto è un senso molto potente oltre che tribale che accompagna l’ospite durante tutto il suo soggiorno. Inevitabile quindi che il profumo non passi inosservato e che venga apprezzato in tutte le sue manifestazioni.
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