Appuntamento con Sibill – Episodio n. 1
Per valutare l’andamento degli affari, il flusso di cassa nel settore horeca è l’unico parametro che conta.
Ma quanti curano la tesoreria?
Purtroppo in pochissimi e i risultati si vedono: nel 2024 hanno chiuso 15.188 ristoranti e 12.188 bar).
Eppure per tenere in piedi e amministrare un’attività, con criterio e senza finire nei debiti, i flussi di cassa andrebbero monitorati costantemente.
Così abbiamo chiamato per questa nuova serie Mattia Montepara co-founder di una startup la cui mission è proprio quella di aiutare le imprese a gestire meglio questo aspetto.
Cos’è la tesoreria:
E’ un argomento spesso sottovalutato dall’imprenditore italiano perché non è mai in cima alla lista dei temi trattati con il proprio commercialista.
Addirittura la responsabilità della tesoreria (cioè di come vengono gestiti i soldi) non è nemmeno ricoperta da qualcuno in particolare all’interno delle stesse organizzazioni!
Questo aspetto gestionale è invece fondamentale perché l’imprenditore dovrebbe essere in grado di capire in ogni momento qual è il capitale disponibile per fare investimenti, pagare fornitori, i dipendenti etc.
L’innovazione nella gestione della tesoreria:
Fino al 2019 i più lungimiranti gestivano tutto a mano, con fogli di carta o excel in quanto non esistevano altre possibilità dal punto di vista digitale, soprattutto per alcuni aspetti normativi.
Grazie alla direttiva europea PSD2 che ha imposto alle banche di garantire a soggetti terzi autorizzati l’accesso ai conti e ai dati in loro possesso, da quel momento i clienti delle banche hanno potuto utilizzare provider di soggetti terzi autorizzati per gestire le proprie finanze (così come le operazioni di pagamento con maggiore sicurezza).
Una novità che ha consentito di poter sviluppare piattaforme tecnologiche come Sibill (e anche sistemi pay-by-link che si usano in albergo per pre autorizzare o pagare online le prenotazioni ndr).
Utilizzare piattaforme di questo tipo, che sfruttano le potenzialità di statistica avanzata, permettono tra le altre cose di redigere in pochi secondi la prima nota (ovvero l’azione di unire transazioni bancarie e le fatture) quindi di effettuare la conciliazione in maniera automatica o quasi risparmiando un sacco di tempo e di errori.
La definizione di cash flow:
Dal punto di vista pratico, il cash flow non è altro che la differenza delle entrate e delle uscite di cassa su un determinato periodo.
Ovviamente nel mondo accademico è molto di più, in quanto si considerano anche altri aspetti come indebitamento, l’attività di investimento e l’attività operativa dell’azienda.
E’ comunque molto utile gestirlo perché monitorando quanto successo in passato si possono avere meno “sorprese” per il futuro, quindi avere maggiore consapevolezza ad esempio sulla stagionalità di determinati eventi.
Best practices (per una tesoreria efficiente):
Come detto, la consapevolezza aiuta a creare un atteggiamento e ad impostare un’abitudine a monitorare periodicamente queste grandezze.
Poi un secondo consiglio è quello di creare un piano di previsione e di confrontarlo con il dato effettivo. Così si è in grado di ridurre gli scostamenti con le previsioni e migliorare quindi le prossime performances
Concludendo:
Se nei confronti della redazione di un bilancio l’attenzione degli imprenditori è sempre massima (anche perché è un obbligo di legge) la gestione dei flussi di cassa invece è stata percepita come non necessaria e quindi snobbata.
E’ innanzitutto una questione di mentalità (consapevolezza) e di metodo (prendersi il tempo per calcolare gli scostamenti) più che di strumenti.
Ma proprio in un settore in cui le marginalità sono sempre più risicate (soprattutto la ristorazione) e certe decisioni possono mettere a rischio la sostenibilità stessa dell’impresa è quanto mai necessaria porre l’attenzione su questo aspetto.
Ti abbiamo incuriosito? clicca sul link per guardare per intero questo episodio ed ascoltare i suggerimenti del nostro esperto (così tu potrai approfondire con i tuoi) https://youtu.be/iqvJmfzxt9M
